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Estate, vacanze e lo Zaino della Salute

Estate: tempo di relax

Estate, ferie, vacanze; comunque meritato relax per tutta la famiglia. Fai in modo che tutto fili liscio anche d’estate e prepara lo zaino della Salute: tutto ciò che ti serve per non trovarti mai nei guai. Dove andrai, mari o monti? Magari hai scelto un viaggio in qualche bella città. Stai dicendo che non vai in vacanza? E’ pur sempre estate e anche tu che rimani a casa non rinuncerai di certo a qualche gita mordi e fuggi! Sei già  in partenza per la tua meta preferita? Vedi di non farti trovare impreparata di fronte agli imprevisti. Fai viaggiare tutti tranquilli.

Bimbi in sicurezza anche d’estate

Un’attenzione speciale la riservi giustamente ai più piccoli. Precedenza ai bambini, sempre. Concentrati su cosa mettere nello zaino per far fronte a malanni o accidenti che possono comparire in viaggio o una volta giunti a destinazione magari in luoghi ameni. L’estate con i suoi eccessi non risparmia nessuno

Superconsiglio: evita di mettere nello zaino “un po’ di tutto” (abitudine che genera tanto caos quanto è il peso da caricarti in spalla). Ecco le 10 illuminazioni (si tratta delle cose che devi assolutamente sapere) che ti aiuteranno a fare le valigie in modo oculato e utile:

Meglio sapere che…

  1.  Il bambino è fatto di acqua fino al 75% del peso corporeo in tenera età (neonato e lattante fino a 6 mesi) e ha un rischio disidratazione 3 volte superiore a quello dell’adulto. Ciò che lo rende particolarmente vulnerabile, soprattutto in caso di brusca perdita di liquidi (come nelle gastroenteriti estive con vomito e diarrea).
  2. Le mucose gastrointestinali dei piccoli sono più permeabili e sensibili ai cambiamenti climatici rispetto ai grandi. Questo favorisce intolleranze e infezioni con comparsa di gastroenteriti. Lo stesso discorso vale anche per le mucose respiratorie: le bronchiti da caldo/freddo, da eccesso di calore, da umidità possono anche complicare in focolai subdoli con scarsa febbre.
  3. I piccoli hanno una termoregolazione meno efficiente rispetto all’adulto con comparsa di alterazioni della temperatura (febbre o ipotermia) improvvise e favorite dall’intensità di caldo, freddo e umidità.
  4. Il ritmo circadiano del bambino, regolato dall’ormone melatonina, è influenzato dall’ambiente esterno e subisce le variazioni di luce, la chiusura di certi abitacoli (aerei, treni, ecc…) o l’angustia di particolari vani di residenza (stanze anguste, tende da camping, bungalow, ecc…) con comparsa di turbe del sonno, irritabilità, agitazione,  disturbi emotivi…
  5. L’infanzia è l’età della curiosità e della scoperta, ed è giusto favorire il gusto dell’avventura. Attenzione che la resistenza alla fatica di un bambino non è paragonabile a quella di papà o mamma!
  6. È vero che l’esposizione al sole è un toccasana per la salute (vedi la produzione di vitamina D). E’ altrettanto vero che la pelle del piccolo è estremamente sensibile alle radiazioni: allarme ustioni e eczemi!
  7. Bella la stagione estiva! Certo, i pericoli naturali sono tanti  e sono dappertutto intorno a voi: in acqua (meduse) in terra (piante urticanti o allergeni) e in aria (zanzare)
  8. Anche in vacanza i bambini hanno bisogno della vicinanza dei genitori, magari abilmente miscelata con la cura di figure di supporto, come nonni, zie, baby-sitter, educatori e animatori di  mini club ecc.
  9. Anche d’estate la salute vien mangiando: l’anarchia alimentare da spiaggia o lo stravizio da falsi pasti sostitutivi (ad esempio il gelato come pasto unico) rema contro la salute
  10. La maggior parte degli incidenti pediatrici avviene d’estate (la cosa si commenta da sé)

https://www.lastampa.it/2013/06/20/societa/lestate-dei-bambini-senza-esagerare-gFavA7K5NaKjdQRuPJxhqN/pagina.html

Lo Zaino della Salute

Ecco i “device”, cioè i presidi di ausilio, da mettere nello zaino della tua estate in vacanza: prudenza, accortezza e cose utile per tutti!

  • acqua fresca con sali minerali di magnesio e potassio aggiunti
  • probiotici termoresistenti
  • vestiti per un cambio o per coprirsi quando rinfresca
  • un cappello e un telo per stendersi a riposare ovunque ci troviamo
  • crema solare protezione 50+ speciale bambini
  • spray antizanzara a largo spettro (tutti i tipi di zanzara)
  • ghiaccio secco
  • acqua ossigenata
  • barretta di frutta secca e sesamo
  • amore e compagnia di mamma (e papà)

Farmaci irrinunciabili: i magnifici 4

Il mio consiglio da pediatra riguarda i farmaci irrinunciabili anche d’estate!

  • antipiretici
  • antibiotici
  • cortisonici
  • antistaminici

Mettili nello zaino subito, oltre ai salvavita che possono far parte delle prescrizioni personali in caso di particolari malattie (il  tutto ovviamente su prescrizione esclusivamente medica).

i 12 BEST omeopatici dell’estate

E se poi tutto ciò non basta o è troppo? Presto detto: la mia competenza (ed esperienza) omeopatica in fatto di bambini ti suggerisce anche una serie di farmaci “tranquilli” (così li definisco alcune mamme a sottolineare la loro maneggevolezza). Li possono prendere tutti i bimbi, anche gli allergici,  in situazioni di comune necessità, che non siano particolarmente gravi o mettano a repentaglio la tua sopravvivenza. Ecco la lista dei miei 12 BEST e le loro indicazioni:

  1. ARNICA traumi
  2. APIS reazioni alle punture d’insetto
  3. BELLADONNA febbre alta e congestione
  4. CUPRUM crampi
  5. GELSEMIUM attacco di panico
  6. COLOCYNTHIS coliche addominali o renali
  7. CANTHARIS cistiti
  8. ARSENICUM ALBUM diarrea del viaggiatore e tossinfezioni alimentari
  9. COCCULUS cinetosi
  10. NUX VOMICA nausea
  11. MERCURIUS SOLUBILIS mal di gola intenso
  12. CALENDULA lesioni cutanee

Come si prendono?

Chiedi al farmacista esperto in omeopatia, se non hai con te la ricetta medica, globuli in dinamizzazioni medio-basse dalla 9 alla 15 CH (tranne che per APIS obbligatoriamente dalla 15 CH in su) e somministra diretamente in bocca 2-3 granuli. Ripeti la dose frequentemente, a seconda della gravità e possibilmente lontano dai pasti. Ricorda che con le temperature alte dell’estate è necessario tenere i globuli al fresco.

Se vuoi saperne di più, puoi consultare la mia cassetta del dolce soccorso http://dottsilviacalzolari.it/cassetta-del-dolce-soccorso/

Adesso nel tuo zaino non ci sta più niente perché hai preso tutto ciò che serve per stare tranquilla e fare buona vacanza. A proposito, ce l’hai il mio numero di cellulare in caso di bisogno? puoi richiederlo via mail o trovarlo in “contatti”

Buone vacanze!


Coaching sanitario: Plus Valore per i medici

professione coach

Il coaching offre una metodologia efficace per realizzare obiettivi. Utile a tutti, e in tutti gli ambiti. Anche perchè vale per singoli individui come anche per i team di lavoro,organizzazioni, aziende, squadre. Il tratto originale del coaching è che l’obiettivo è scelto proprio da chi lo vuole realizzare. Interessante, vero? La professione del coach è dedicata proprio ad aiutare le persone a capire che cosa vogliono veramente, con tutti gli annessi e connessi. Il che significa che prima di partire di gran carriera all’arrembaggio dei propri desideri, si può essere sicuri che ne valga la pena. Già, il coaching ti insegna anche questo: che tra il dire e il fare c’è di mezzo l’impegno consapevole e perseverante di chi fa sul serio./www.medicoaching.it/tg2-costume-societa/

il super-desiderio di tutti?

Alla via così, alla conquista di nuovi mondi: con il coaching insomma abbiamo una marcia in più per realizzare i nostri desideri (in chiave di consapevolezza e realismo, ben si intende). Ma qual’è, mi chiedo, il desiderio di tutti? Presto detto: stare bene. La gente ben sa che solo così’ si può continuare a realizzare tutti gli altri desideri. Il benessere è il super-desiderio; la salute, in poche parole, è ambita da tutti.

coaching medico

Penso che il coaching sarà sempre più richiesto in ambito sanitario. il coaching sanitario: i primi a volerlo imparare potrebbero essere proprio i medici. Lo scopo? Favorire la salute pubblica, così come previsto dalla OMS, che indica il benessere come un diritto di tutti. Non mi viene in mente nessuno che meglio di un medico si possa adoperare per far star bene le persone. In tutti i sensi: fisico, psichico e sociale. Esagero e avanzo l’ipotesi che il coaching sanitario possa favorire il ritorno di una filosofia umanitaria “entangled” con lo spirito ippocratico e galenico degli albori professionali, quando l’interesse del medico verso il malato superava quello verso il malanno. Il coaching sanitario, mi auguro, potrebbe centrare molto nella visione di un futuro desiderato, in cui medicina e umanesimo corrano paralleli. !http://www.move-europe.it/Salute.htm

tu lo conosci il coaching?

Il punto è: quanto ne sa un medico del coaching? Anche io, che sono medico da più di trent’anni, non lo conoscevo per niente. Sentendone parlare, mi sono immaginata che il coach fosse una specie di allenatore, il che non mi interessava affatto dal punto di vista professionale. Ringrazio la mia curiosità per avermi buttato nell’impresa di volermi formare come coach. Oggi mi chiedo: che cosa può motivare un professionista sanitario a scegliere il coaching (oltre ad una sana curiosità)?

vieni a scuola di coaching?

Attualmente ne so abbastanza su quali sono i punti forti del metodo che possono interessare un professionista sanitario. Perché ho applicato il coaching nella mia professione con i miei pazienti e i loro parenti. E dato che oggi insegno agli altri il metodo del coaching in una scuola di formazione specificamente dedicata, il mio sogno è che sempre più medici diventino coach. Questo sogno lo trasfomerò in obiettivo, tanto so come si fa, dato che il coaching mi ha messo in grado di creare nuove realtà credibili e resistenti. Vuoi farlo anche tu?https://www.medicoaching.it/corso/corso-professione-coach-2019-bologna-2/

5 Plus Valore per i medici coach

Prima di decidere se il coaching fa per te ti voglio spiegare alcune cose che vale sapere. Parto dai 5 punti che interessano tutti, ma proprio tutti coloro che lavorano nella sanità. Te li riassumo in una tabella più che utile per verificare un tuo interesse. Forse qualcuno se non più di uno di questi punti intercettano un tuo bisogno personale o professionale di rivedere ciò che stai facendo in modo da migliorare il tuo grado di soddisfazione.

plus valore 1rinnovare la tua professione
plus valore 2rivalutare la relazione medico-paziente
plus valore 3creare una cultura del benesere nei pazienti
plus valore 4responsabilizzare i pazienti nella gestione dei piani terapeutici
plus valore 5ottimizzare il lavoro del team

sei pronto per la sfida professionale?

I 5 punti in elenco rappresentano altrettante sfide professionali che da tempo probabilmente hai in mente di accogliere. Ogni medico “sente” la sua professione come una missione, e riesce a vederne le implicazioni umanitarie, oltre che scientifiche. Spero che questa sia un’occasione da cogliere per confrontarci con noi stessi, scoprendo che prima di tutto “MEDICE, CURA TE IPSUM”. Partiamo da noi, dunque?


DISTRESS DA MIRAGGIO: MEGLIO “QUI E ORA”

Sempre più persone dichiarano di soffrire per lo Stress.

C’è uno stress che ci fa reagire e a volte tira fuori il meglio di noi. Noi  dottori lo chiamiamo Eustress: a qualcuno dei miei pazienti spiego che è una specie di stress a fin di bene. Ma c’è uno stress che non piace a nessuno, perché costa più di quanto rende: è il Distress. E non conviene a nessuno.

La metafora del leone che (non) c’è

Immagina di essere partito per un safari fotografico in Africa. Sei armato della tua videocamera ad altissima risoluzione. Viaggi a bordo di una spavalda jeep che fa tanto “avventure nel mondo”. “Attenti al leone!” gridano le guide. Dove dove? I tuoi sensi si dilatano. Il tuo corpo si allerta. La tua mente si concentra. E tu sei tutto pronto per scattare la foto del secolo. Lo stress che provi è buono: serve per farti raggiungere la performance. Il leone tanto atteso, però, non si vede. “Attenti al leone”, continuano a gridare le guide. Dove dove? Ti giri e rigiri frenetico. È un momento epico, in cui per te non esiste nient’altro. Il leone, però, dov’è? E la questione va avanti: tu sempre più su di giri e il leone che… NON c’è. Distress.

A questo punto che succede?

Il fatto è che il leone non c’è ma per il tuo cervello è come se ci fosse. La tua mente si inganna e il tuo corpo la segue nell’illusione. Il fatto è che il leone non c’è MA potrebbe esserci da un momento all’altro. Il tuo presente non conta più, sei proiettato nel futuro. E nell’attesa continui a tirare il collo alle tue energie. Distress.

Sei di fatto davanti a un bivio.

1-puoi staccare l’attenzione da quello che potrebbe succedere e concentrarti su ciò che accade

oppure

2-puoi continuare ad aspettare un futuro che c’è solo nella tua testa

Nell’ipotesi in cui tu rimanga fisso come un fotogramma ad aspettare leone, che cosa succederà? il Distress si farà sentire e ti giocherà brutti scherzi. Per lungo tempo non sentirai la fame né avrai sete. Assumerai e manterrai posture contratte e accartocciate, come uno scattista pronto per la corsa a cui però  nessuno darà mai il via. Non sentirai la stanchezza ma quando la sentirai non riuscirai a dormire. Sarai taciturno e intrattabile. Non presterai attenzione più a niente e a nessuno. Quando parlerai lo farai per inveire contro qualcuno adducendo argomentazioni confuse e generaliste. Di quello che hai lasciato a casa non ti importerà e ti dimenticherai di chiamare amici e parenti divenendo molto impopolare.http://federchimica.it/webmagazine/dettaglio-news/2018/05/10/lo-stress

Come andrà a finire?

Nella migliore delle ipotesi quando il leone arriverà (se arriverà) sarai talmente assente e sfinito da perderti l’attimo fuggente. Distress =Niente performance.

Che cosa potrebbe darti una mano in questo momento?

Contrasta il distress da miraggio facendo qualcosa di diverso. Sposta l’attenzione. Cambia visuale. Se continui a concentrarti sul leone che NON c’è ti farai solo del male.

In passato per far rinvenire una persona si usavano sali aromatici perché un odore molte forte arriva subito al cervello e concentra l’attenzione e la presenza. In modo più moderno si potrebbe fare una tecnica di quick coherence seguendo il flusso del respiro e impegnandoti a regolarizzarlo. Una cosa molto semplice che  basta per uscire dall’ipnosi dello stress. Perchè funziona così bene? Perchè sposta la tua attenzione. E, come la fisica quantistica ci suggerisce, laddove mettiamo l’attenzione lì si creano realtà nuove e diverse!https://www.heartmath.org/resources/heartmath-tools/quick-coherence-technique-for-adults/

Quindi, che cosa ti combina il distress?

Ti costringe a concentrarti sempre sulle stesse cose senza mai osare nessun cambiamento. Reagisci sempre allo stesso modo e ti ritrovi a fare le stesse cose. Insomma il distress ti rende una specie di automa. Colpa di chi? Degli ormoni dello stress. L’adrenalina e il cortisolo, ormoni della reazione e della resistenza, quanti scherzi ti combinano è complicato a dirsi. A scapito di chi e di che cosa agiscono? Della tua intelligenza. Il che ti rende quasi impossibile fare delle scelte consapevoli. Sei d’accordo anche tu che rimanere ad aspettare un leone che non arriva mai, non è così intelligente (né conveniente)?

I miraggi creano stress

Un leone che non arriva mai è una specie di miraggio, al quale credi anche se è tutta illusione e niente realtà. È così che pian piano diventa il tuo padrone e tu il suo schiavo. Crea dipendenza, lo stress, ti costringe nella modalità di sopravvivenza. Te ne ho parlato in forma metaforica. Ma per dirla più chiaramente tutte le volte in cui ti fissi su qualcosa e perdi di vista tutto il resto (nel lavoro, nella vita personale, nelle relazioni ecc.) stai creando un miraggio. Oggigiorno sono proprio le cose che non arrivano mai, ma che noi stiamo ad aspettare comunque, che fanno la parte del leone. Le aspettative, quando non sono realistiche, sono la minaccia più importante per la nostra intelligenza.http://dottsilviacalzolari.it/coaching-scienza-coscienza/

Che cosa ci può salvare?

Imparare a trasformare le aspettative in azioni coerenti con obiettivi che noi stessi definiamo. Si tratta di lavorare in modo consapevole con la nostra coscienza. La Scienza moderna ci sta indicando qual è a via da seguire per essere liberi. Si tratta di conoscerci di più e meglio. Il Coaching tra Scienza e Coscienza ti aiuta a farlo.https://www.medicoaching.it/  

ALLERGIA: CURE NATURALI E GROTTE DI SALE

E’ ufficialmente primavera: profumo di fiori, canti di uccellini e giornate più luminose. Ma c’è dell’altro, e per qualcuno non è una bella notizia: arriva l’ allergia. Allergia respiratoria in aumento in Italia, con un incremento del 5% in 5 anni: di allergia ai pollini soffrono circa 12 milioni di persone all’anno. L’ allergia è una reazione immunitaria geneticamente determinata. L’allergico reagisce a sostanze naturali presenti nell’aria o nei cibi producendo anticorpi speciali, detti reagine (IgE). L’incontro tra l’allergene e le reagine innesca un’infiammazione di tipo allergico con produzione di istamina e altre sostanze proinfiammatorie, tra cui le citochine. Il risultato è l’infiammazione acuta o iperacuta degli organi bersaglio, in particolare le mucose respiratorie o la pelle nei soggetti con allergie cutanee.

http://www.repubblica.it/static/interattivi/salute/2015/allergie/index.html

Il sogno di ogni allergico è di godersi una bella scampagnata senza starnuti, lacrimazioni, fotofobia, asma e pruriti: come rimediare alle allergie e godersi solo i vantaggi della primavera?

La prima cosa da fare sembra proprio la più semplice. Una ricerca della Mayo Clinic americana conclude che una soluzione salina sia la cosa migliore per combattere prurito nasale e starnuti.

http://www.quotidianodiragusa.it/2018/04/04/salute-e-benessere/allergie-rimedi-naturali-acqua-sale-quercetina/36207

Una preparazione casalinga con una tazza di acqua tiepida e una punta di cucchiaino di sale marino integrale può essere usata per detergere le fosse nasali 2 volte al giorno.  Ti sembra troppo semplice? Lo è, ed è altrettanto efficace per eliminare o ridurre la carica allergenica, che si annida nelle mucose, e asciugare la componente secretiva (il muco). L’allergia comporta un aumento delle secrezioni mucose nel tentativo di ostacolare la penetrazione degli allergeni particolati di maggiori dimensioni: alcuni sintomi più che fastidiosi sono dovuti all’accumulo di muco che può diventare ostruente ai fini di una corretta respirazione. Inoltre il movimento delle ciglia vibratili in corso di infiammazione è rallentato e il muco intasa le vie respiratorie alte senza essere efficace.

Aerosol? Si, ma prima di passare a mucolitici e cortisonici il medico può consigliare soluzioni saline o ancor meglio farmaci omotossicologici in fiala che non hanno effetti collaterali. Nella mia esperienza di medico omotossicologo questi farmaci di derivazione naturale sono più efficaci se utilizzati in cocktail (ad esempio in caso di infiammazione allergica delle alte vie respiratorie: Lymphomyosot/Mucosa compositum/Euphorbium compositum).

Un modo nuovo e molto più rilassante per fare un aerosol salino è l’HALOTERAPIA, la cura del sale in grotta. Non è come andare al mare (ovviamente) ma apporta autentici benefici sia nella prevenzione dell’allergia che nella sua cura. L’haloterapia si svolge in un ambiente specialmente allestito per respirare particelle micronizzate di sale. Il cloruro di sodio ha proprietà salutari per le mucose respiratorie, come alcuni studi hanno dimostrato. to personalmente seguendo piccoli pazienti allergici nelle loro sedute di haloterapia in presidio medico e ho potuto finora constatare che gli effetti riscontrati sono principalmente 1- riduzione del muco 2- riduzione della tosse 3-riduzione degli episodi infiammatori e allergici delle alte vie respiratorie.

Ritengo che l’haloterapia sia da integrare nelle cure non farmacologiche dell’allergia, al pari delle cure termali che sfruttano le caratteristiche delle diverse acque terapeutiche. L’associazione tra cure mediche omotossicologiche e haloterapia è una strategia vincente e per quel che mi riguarda una scelta oculata e responsabile, altamente rispettosa nei confronti del nostro organismo. Occorre sottolineare che oggi abbiamo sempre più bisogno di essere drenati, depurati, detossinati dai tanti agenti aggressivi presenti in farmaci, cibi, ambienti e sostanze voluttuarie.

Se sei allergico prova a seguire questi semplici consigli:

  • Bevi 2 litri di acqua al giorno
  • Scegli acqua alcalina con ph superiore a 7 (in commercio ce ne sono diverse ad esempio San Bernardo, Alpi Cozie, Norda)
  • Assumi the verde che contiene epigallocatechina gallato (EGCG), ad azione antiossidante, antistaminica e regolatrice sull’immunità IgE-mediata
  • Mangia cibi contenenti quercetina, un flavonoide antiossidante ad effetto antiallergico che migliora anche la funzione polmonare. La trovi nelle mele e nelle cipolle, nei frutti di bosco, cavoli, frutta a guscio (a meno che tu non sia allergico a noci e noccioline) e nel the verde e bianco
  • Mangia cibi contenti bromelina, sostanza ad azione antinfiammatoria che trovi ad esempio nell’ananas

Come sempre se hai domande scrivimi. Segui sul mio profilo FB l’iniziativa del percorso guidato nella grotta del sale.

https://www.facebook.com/ilgiardinodisalebologna/photos/a.618128308309068.1073741829.603433206445245/1523647534423803/?type=3&theater

     

CERVICALE? NON PERDERE LA TESTA

“Questa è la stagione della cervicale”- dicono, preoccupati, in molti. Marzo e aprile: aspettiamoci il risveglio di muscoli e articolazioni all’insegna della ripresa dal letargo invernale. Le variazioni climatiche primaverili si fanno sentire e in tanti  lamentano sintomi legati alle tensioni muscolari tipiche di questo periodo. Sono il segnale dell’adattamento del nostro corpo alla nuova stagione. Le tensioni muscolari del collo sono causa del dolore cervicale, che si accompagna a limitazione dei movimenti e a sintomi neurovegetativi, come vertigini, ronzii auricolari e nausea. La definizione clinica è “sindrome cervicale“: si tratta di una condizione patologica dove sono presenti più sintomi, che concorrono a comporre un quadro clinico preciso. Non mancano le ripercussioni sul lavoro: la “cervicale” è ai primi posti tra le malattie che costringono ad assentarsi dal lavoro. Non mancano neppure le ripercussioni sul tono dell’umore con aumento della rabbia, della depressione, dell’instabilità. Insonnia e inappetenza possono essere presenti, insieme ad una perdita di regolarità nelle funzioni fisiologiche. La “cervicale” è senza dubbio anche una delle malattie per cui si ricorre spesso ad analgesici e antinfiammatori, farmaci che vanno presi con cautela e che a volte possono aggravare sintomi gastrointestinali, come bruciori, dolori, diarree e innescare un circuito di dipendenze, soprattutto nelle persone che ricorrono troppo facilmente al “fai da te”.

Come curo la mia cervicale, dottoressa? Non posso assumere farmaci perché sono allergico, come me la cavo con i dolori da cervicale? Fare i messaggi è sufficiente per curare la cervicale, doc? Le chiamo “le domande della primavera” e sono quelle più frequenti, che rispecchiano, e mi fa piacere, un’attenzione delle persone sempre più urgente alle alternative terapeutiche rispetto a protocolli farmacologici troppo spiccioli.

Fai l’agopuntura! È la risposta più frequente. Va bene per chi è allergico e non può prendere farmaci, va bene per chi sta facendo cure disintossicanti e non vuole appesantirsi, va bene anche per chi è un po’ scettico verso le opzioni naturali perché l’agopuntura è ormai scientificamente accettata. E va bene anche per chi è pauroso, perchè la tecnica, una volta che l’hai provata, si dimostra solo minimamente invasiva.

Risultati: dopo 4-5 sedute di agopuntura stai bene. Premessa: quando vieni a fare l’agopuntura ti spiego come devi mangiare, come devi regolare i tuoi ritmi, che tipo di movimento puoi fare, e tante altre cose che devi sapere, perché la cervicale è un sintomo disfunzionale e indica la perdita di un’armonia dell’organismo su più  livelli.

Cervicale: non solo una questione di primavera, insomma ma anche di uno stile di vita disordinato o eccessivo o inadeguato alla tue esigenze. Lo stress , l’intolleranza alimentare, gli squilibri posturali vanno di pari passo con i dolori cervicali in tante situazioni.

Non dimenticare mai che visita medica e accertamenti diagnostici non sono un di più ma sono necessari, soprattutto quando i mal di testa persistono oltre il limite stagionale o si aggravano nonostante le cure di fisioterapia o si ripresentano con troppa frequenza.

Agopuntura, correzione delle intolleranze alimentari e riequilibrio posturale sono la prescrizione migliore per i mal di testa da cervicale. Questa triade terapeutica dà risultati ottimi e permette ai pazienti di prendersi cura di sé, di capire come possono migliorare il proprio stile di vita e quindi avere un ruolo responsabile nella propria salute. Faccio parte di quei medici che hanno a cuore i propri pazienti: nelle mie visite passo molta parte del tempo ad aiutare le persone a capirsi ed amarsi. In molti hanno compreso che il mal di testa è innanzitutto un’occasione per …non perdere la testa davanti al peso della vita!


INTOLLERANZE ALIMENTARI: FAI IL TEST KINESIOLOGICO

Facile come muovere un braccio, il test kinesiologico ti rivela le tue intolleranze alimentari in modo rapido e non invasivo. Conosciuto anche come “test muscolare”, si basa su un principio biologico:  le sostanze a cui siamo intolleranti possono provocare una caduta del tono muscolare. La kinesiologia è una disciplina nata in America nella seconda metà del ‘900 e sviluppata dal dottor George Goodheart, kiropratico di chiara fama. In Italia la tecnica kinesiologica è integrata nella medicina non convenzionale, soprattutto come strumento applicato alla bioenergetica. Ho conosciuto personalmente e seguito il lavoro del dottor Goodheart fin dagli anni ’90, quando in Italia la kinesiologia era pionieristica e ancor oggi penso che le tecniche kinesiologiche siano uno straordinario strumento di autentico dialogo con il corpo. Vi invito a leggere l’articolo del kinesiologo e amico Paola Viola per saperne un po’ di più. /http://www.paoloviola.net/kinesiologia/la-kinesiologia-specializzata-unarma-contro-lo-stress/ Un test kinesiologico consiste all’atto pratico nel far eseguire al paziente semplici movimenti, che mettono in tensione specifici muscoli ed evocano la sua capacità di “blocco” (in inglese locking), che è il marker di un valido tono muscolare. Come altri parametri fisiologici (pressione arteriosa, frequenza cardiaca, frequenza respiratoria, trasudazione cutanea ecc) anche il tono dei muscoli è un indicatore biologico e fa parte dei riflessi inconsci, involontari e incontrollabili del nostro corpo. Qualsiasi sostanza che venga a contatto col nostro corpo provoca una reazione riflessa, coinvolgendo anche il tono muscolare, oltre agli altri parametri. Il nostro organismo non è solo sensibile ma anche intelligente e reagisce in modo diverso a sostanze “amiche” e a sostanze “killer”. Tra queste ultime ci sono alimenti, inalanti, prodotti chimici, farmaci, che in certi momenti il nostro organismo non gradisce e verso le quali sviluppa intolleranze: lo capiamo da una serie di sintomi (stanchezza, debolezza, confusione, ansietà, agitazione, calo della performance lavorativa ecc.) lamentati dal paziente. Qual’è l’utilità del test? Quello di attuare strategie alimentari idonee a recuperare il nostro stato di benessere. Un esempio può chiarire le idee: quando testiamo un muscolo e lo  troviamo “ipotonico” rispetto al latte, possiamo decidere di limitarne o evitarne l’uso per un po’ di tempo. E’ altrettanto importante individuare i fattori predisponenti alla comparsa delle intolleranze alimentari e correggerli: stress, cattiva alimentazione, malattie debilitanti, terapie farmacologiche pesanti e prolungate, squilibri endocrini o immunologici, disagi emozionali, vita sedentaria, vizi e stravizi ecc. Il ruolo medico nella gestione del paziente affetto da intolleranze alimentari è più che evidente. Tra i bambini le intolleranze alimentari sono molto diffuse, soprattutto dopo infezioni intestinali o terapie antibiotiche prolungate: è certamente più frequente in bambini che seguono piani alimentari di prevalenza, come ad esempio in chi mangia soprattutto carboidrati (pane pasta dolci), o proteine di basso valore biologico (pasti precotti, insaccati ecc…) o nelle diete carenti di frutta e verdura fresche e di stagione. Tra gli adulti le intolleranze alimentari sono principalmente legate ad uno stile di vita frettoloso, improntato ad una scarsa e superficiale cura di sé, appesantito da abitudini malsane e da vizi come il fumo, l’alcool e dagli abusi di farmaci e droghe in genere. L’intolleranza, sia chiaro,  è diversa dall’allergia, una condizione permanente e riconosce una base genetica, la quale è dimostrata da test cutanei o da test ematologici specifici. Al test kinesiologico possono sottoporsi tutti, anche i bambini dai 5-6 anni in su. Per i bambini più piccoli si ricorre ad un test speciale mediato dalla mamma o da un parente prossimo (“tecnica del sostituto”). Il test kinesiologico ci permette non solo di sapere quali intolleranze abbiamo ma anche quali parti del nostro organismo sono più coinvolte. Grazie alle correlazioni che si sviluppano nella fase di crescita embriologica, ad ogni muscolo corrisponde per tutta la vita un organo, un viscere o  una funzione. Il test può saggiare molti muscoli e risalire in modo preciso alle funzioni coinvolte. Chi si sottopone ad un test kinesiologico si rende subito conto che questo test semplice e non invasivo è un modo per dialogare con il corpo. “Il corpo non mente”, si dice, e il test kinesiologico ne è la prova. I sospetti del paziente (“questo cibo mi fa male”, “questa sostanza per me non va bene”..) vengono verificati dal test kinesiologico, che dà ragione il più delle volte alle sensazioni-guida. Nella mia pratica professionale una dieta adeguata, un sano cambiamento dello  stile di vita, un buon drenaggio degli emuntori (sistema linfatico, intestino, fegato, ecc..), una cura omotossicologica per riattivare le funzioni assopite, sono il passo successivo alla diagnosi kinesiologica di intolleranza alimentare. I controlli con test kinesiologo sono previsti dopo 1 mese e poi due-tre mesi. Sta arrivando la primavera, una delle stagioni più a rischio di intolleranza alimentare. Fai il tuo test adesso: verifica i tuoi “sospetti” sui cibi che mangi. Potrai rinnovare le tue energie e recuperare la tua forma psicofisica: vedremo insieme come. Ti aspetto a Bologna e a Imola.

VACCINO “OMEOPATICO”, SI O NO?

Prevenzione influenza: che fare quando il vaccino antinfluenzale è troppo  e la sola vitamina C sembra troppo poco? Cari Genitori in ansia, avete  bimbi piccoli che vanno al nido, alla materna, alle scuole elementari e l’influenza è alle porte? Vorrei rispondere a tutti che inverno, freddo e influenza sono un’occasione di rafforzamento naturale delle difese immunitarie dei vostri bambini, che debbono “farsi le ossa” in qualche modo. Ma so bene che il problema influenza travalica la questione salute e invade altre non meno importanti questioni: gestione famigliare, organizzazione del tempo, obblighi lavorativi, spese aggiuntive…per questo Vi rispondo OK, PREVENZIONE INFLUENZA! E’ sempre ora di potenziare le risorse naturale nei confronti dei virus e dei batteri stagionali. La chiarezza professionale è d’obbligo; per la prevenzione influenza il vaccino antinfluenzale è la prima scelta per bambini (e adulti ) a rischio di complicanze infettive. La sua funzione è quella di creare anticorpi specifici. In tutti gli altri casi, la prevenzione influenza prevede di attivare il sistema organico della grande difesa, creando ordine, equilibrio ed efficienza delle funzioni immunologiche aspecifiche. Oltre agli anticorpi, che uccidono i virus e i batteri, nel nostro organismo ci sono tante altre cellule immunitarie che sconfiggono l’infezione e lo fanno attraverso il meccanismo ben noto dell’infiammazione. Questo sistema coinvolge diversi organi e apparati: esso è la prima difesa che abbiamo contro virus e batteri già dalle prime battute dal contagio. La febbre, la tosse, la secrezione lacrimale, la produzione di muco sono fenomeni legati alla risposta aspecifica naturale del nostro organismo, in attesa che si producano anticorpi naturali. Il vaccino antinfluenzale non fa altro che rendere disponibili subito gli anticorpi in quei soggetti che non ce la fanno a produrli, dal momento che il loro sistema immunitario è deficitario. Ma nella maggioranza delle persone e anche dei bambini l’organismo è assolutamente capace di reagire bene all’influenza e di fatto non c’è bisogno di un vaccino specifico. Tutte le reazioni naturali si basano sul meccanismo dell’infiammazione, che è in grado di risolvere l’infezione con il giusto tempo e le dovute precauzioni. Nei bambini sarebbe bene lasciare sfogare l’infiammazione, pur tenendola sotto controllo, perchè è alla base dello sviluppo di una buona immunità, che durerà per sempre.https://www.starbene.it/salute/problemi-soluzioni/influenza-cose-vaccino-omeopatico/ Molti genitori sono interessati al “vaccino omeopatico”. Quello che si deve sapere per prima cosa è che il “vaccino omeopatico” non è affatto un vaccino: infatti non produce anticorpi specifici ma favorisce una corretta ed efficace risposta immunitaria stimolando il sistema della grande difesa. Chiaro il concetto? Quando un bambino non ha rischi riconosciuti di sviluppare complicazioni influenzali, il medico non riconosce l’indicazione per il vaccino antinfluenzale, però può consigliare di potenziare le difese immunitarie aspecifiche grazie all’uso di immunostimolanti o immunomodulatori. Un passo in più rispetto alle tante aranciate da consumare fresche tutti i giorni che sono certamente importanti ma non sempre bastano. La medicina offre diverse possibilità nella categoria dei farmaci di rinforzo immunitario, sia di derivazione naturale che sintetica. In omeopatia per potenziare il sistema immunitario si usano farmaci bioterapici ottenuti per diluizione e dinamizzazione, cioè secondo il metodo omeopatico. Somministrando un omeopatico, nell’organismo dei nostri bimbi entrano sostanze estremamente diluite, con una tossicità vicina allo 0, che stimolano le funzioni di difesa senza sopprimere le naturali reazioni di immunocompetenza. Le mamme conoscono e apprezzano il “vaccino omeopatico” perché è coe una “chicca” per i bimbi: globuli di lattosio dolci e molto buoni, facili da prendere. Di solito si inizia a settembre e si prosegue con frequenza settimanale per qualche mese. E se siamo arrivati lunghi e l’influenza è alle porte? Il “vaccino omeopatico” si può sempre fare ma può essere rafforzato da sostanze di immunoregolazione, come ad esempio le citochine, oppure fitoterapici, come il ribes nigrum, l’echinacea, la propoli, la rosa canina, l’uncaria, o ancora oligoelementi che catalizzano le reazioni biochimiche fondamentali. Non dimenticarti  una alimentazione sana leggera e nutriente, una buona idratazione, uno stile di vita adatto alla stagione. Anche gli omeopatici come tutti i farmaci funzionano meglio se inseriti in un programma “total health”, di tutta salute insomma, che comporta tanti accorgimenti e tante attenzioni soprattutto verso i più piccoli. Ma anche di questo avrò modo di parlare. Seguimi e condividi …insieme, chi ha paura dell’influenza?

PREVENZIONE INFLUENZA: IL MIELE DI MELATA

“Prevenzione influenza”: parola d’ordine in vista dell’inverno. Gli approcci alla prevenzione delle malattie da raffreddamento, influenza e virosi simili, sono molteplici:  sono tutti validi ma nessuno, da solo, definitivo. per la prevenzione è meglio giocare tute le carte che abbiamo a disposizione, combinandole in modo efficace. Per avere successo nella “prevenzione infuenza” bisogna considerare età, condizione fisiologica, costituzione, ambiente, e soprattutto farlo con l’aiuto del medico esperto. Nel vasto panorama dei programmi di “prevenzione influenza” un posto particolare e per così dire “nuovo” occupano i cibi nutraceutici, cioè quegli alimenti che ci nutrono e allo stesso tempo curano il nostro organismo. Come fanno? Apportano sostanze necessarie, di cui spesso risultiamo carenti e stimola funzioni fisiologiche che possono essere in crisi, tra cui quella immunitaria. ideali quindi per la “prevenzione influenza” a partire già dai primi freddi. Uno spazio particolare lo dedico ad un alimento poco conosciuto ma molto efficace, alla portata di tutte le tasche e soprattutto gradevolissimo: si tratta del miele di melata. La melata è una sostanza zuccherina che si forma sugli alberi dei boschi  (in particolare di conifere come abete rosso, pino ecc..), prodotta da piccoli insetti che si nutrono della linfa vegetale. Le api suggono la melata  e la trasportano  nell’alveare, dove avviene la trasformazione in miele. Il processo enzimatico è lo stesso con cui si produce il miele da fiore, rispetto al quale quello di melata  ha caratteristiche diverse e peculiari, che lo rendono più interessante come sostanza nutraceutica. Non solo alimento, dunque, ma anche rimedio naturale remineralizzante, antinfettivo e regolatore metabolico. Le proprietà che ci interessano per la “prevenzione influenza” ne fanno una sorta di “antibiotico naturale”, secondo solo nella sua categoria al miele di Manuka. http://magazinedelledonne.it/alimentazione/content/2381690-miele-di-manuka-proprieta-e-opinioni Rispetto al miele da nettare, più conosciuto e fortemente presente sul mercato, il miele di melata ha meno zuccheri, ma di qualità superiore: può essere assunto anche da persone diabetiche, in sovrappeso o francamente obesi. una buona quota parte di zuccheri è presente sotto forma di oligosaccaridi (10-12%) , che conferiscono al miele di melata un indice glicemico migliore rispetto ad altri dolcificanti. Come tutti gli zuccheri, anche il miele determina una reazione insulinica, ma rispetto ad altri dolcificanti essa è piuttosto dolce e regolata, senza quei  “picchi” che portano alle crisi ipoglicemiche (che scatenano tanta fame!).  L’uso della melata nelle diete evita lo stress su fegato e pancreas, che partecipano attivamente al controllo della glicemia. Ecco  perché il miele di melata è da preferire anche nelle diete di sportivi, convalescenti, bambini, donne in gravidanza, in cui è importante impostare un metabolismo glucidico su livelli di performance. Più scuro e denso del miele da fiore, più amaro e aromatico, il miele di melata sa di bosco ed è l’alimento giusto per i mesi autunnali, durante i quali il nostro organismo si prepara all’inverno immagazzinando riserve energetiche. Il miele di melata è ricco di sali minerali ad alta biodisponibilità presenti come macronutrienti –calcio, magnesio, sodio, potassio-ma anche come oligoelementi a funzione catalizzante (ferro,rame, cromo). I minerali sono fondamentali per crescere bene e per regolare il nostro metabolismo. Per questo motivo il miele di melata deve essere presente nella dieta quotidiana di bambini e ragazzi, ma anche di donne in menopausa, di manager super-impegnati, di sportivi dilettanti e di atleti professionisti, di persone stressate e di studenti stanchi. per le sue qualità minerali il miele di melata è anche adatto al riequilibrio funzionale dell’intestino e alla reidratazione dopo episodi infettivi gastrointestinali, terapia antibiotiche, esposizione a sostanze inquinanti. L’autunno è la stagione ideale per fare uso di miele di melata perla prevenzione. L’alta percentuale di glucosio-ossidasi porta alla formazione di perossido di idrogeno (acqua ossigenata) ad attività antibatterica, come risulta dagli studi dell’università di Pavia. il miele di melata possiede doti antimicrobiche spiccate soprattutto su alcune specie batteriche antibiotico-resistenti come come lo stafilococco aureo.http://www.apitalia.net/it/attualita_scheda.php?id=468 Di questo miele particolare sono note anche le proprietà antiossidanti legate alla quota di polifenoli presenti, e in particolare di flavonoidi , le sostanze antinfiammatorie e antidegenerative che ci proteggono dall’invecchiamento, mantenendo una buona ossigenazione dei tessuti e preservando l’elasticità vascolare. Autunno, primi freddi: prevenzione vuol dire “aiutiamo le nostre difese immunitarie”. La prima attenzione va al tuo intestino e alla sua flora saprofitica, che rappresenta un’ autentica barriera naturale contro agenti infettivi e sostanze  inquinanti ingerite. Il miele di melata è un ottimo prebiotico e supporta l’azione dei probiotici (i cd “fermenti lattici”).LA BUONA RICETTA : COLAZIONI E MERENDE A BASE DI MIELE DI MELATA PER LA PREVENZIONE DELL’INFLUENZA
  • Yogurt intero bioloico con miele di melata e aggiunta di frutta secca (noci)
  • Pane nero di segale tostato con miele di melata cosparso di semi di lino
  • Ricotta di capra con miele di melata e semi di chia
  • Beviamoci su uno squisito  estratto a freddo che ci assicura vitamine e Sali minerali freschi:  ad azione antiossidante con mela  arancio e carota, oppure  ad azione fluidificante sulle secrezioni mucose con finocchio sedano e zenzero.
  • Nei momenti più freddi utilizziamo il miele di melata per preparare the verde o tisane riscaldanti con aggiunta di cannella e chiodi di garofano, qualche goccia di olio essenziale di timo e granuli di propoli.
  • Durante il giorno beviamo abbondante acqua non fredda preparata con l’aggiunta di miele di melata e se vi va, zenzero e lime e un misurino di aloe vera.
Alla tua Salute!  

SALGEMMA: VIA LA TOSSE CON IL SALE

Halite: ne hai mai sentito parlare? no? E se ti parlassi di “salgemma”? E’ proprio vero: le parole hanno un grande peso nella costruzione delle nostre realtà! Halite e Salgemma sono la stessa cosa. Halite (dal greco “pietra di sale”) è il nome dei cristalli di cloruro di sodio presenti in natura, depositati dall’acqua salata di mari e laghi e commisti a rocce per lo più argillose e impermeabili. Miniere di salgemma si trovano in tutto il mondo; in Italia una delle più vaste (ben 2 chilometri quadrati) si trova in Sicilia, ed è il frutto delle vicende geologiche del Mar Mediterraneo nel corso delle diverse ere. Il salgemma rappresenta la forma più pura e preziosa del sale. La sua qualità è superiore a quella del sale marino prodotto nelle saline per evaporazione dell’acqua. Non tutti lo sanno, ma solo il salgemma possiede doti salutari riconosciute fin dall’antichità. Le proprietà benefiche del salgemma sono legate alla vaporizzazione del sale in clima secco, un processo che ricalca il fenomeno naturale dei frangenti che si abbattono sugli scogli, liberando cloruro di sodio nell’aria. L’aersol naturale agisce sulle nostre mucose interne, soprattutto a livello di apparato ORL (orecchio naso e gola) e respiratorio (bronchi e polmoni) con azione fluidificante, antiinfiammatoria, antiallergica e disinfettante. Scioglie le secrezioni dense, come i catarri tubarici, sinusali e bronchiali; libera le vie respiratorie dalle impurità (fumo, smog, inquinanti) grazie alla stimolazione delle ciglia vibratili; facilita la respirazione diurna e notturna.  In Italia il litorale ligure è probabilmente il teatro naturale più efficace per sperimentare gli effetti dei benefici effluvi del salgemma. Per chi soffre di bronchiti, sinusiti o asma, tre mesi di mare  in Liguria sarebbero l’ideale, ed è proprio per questo che, in epoche meno critiche di oggi, il medico consigliava ai pazienti la migrazione verso questi lidi felici. Non è più il tempo di migrare, dicono le tasche degli Italiani. Ma non è neppure il tempo delle rinunce forzate; oggi il mega-aerosol di salgemma può essere dietro casa, se c’è nei pressi una “grotta di sale per haloterapia“. L’haloterapia è una cura naturale che riproduce gli effetti dell’aerosol di salgemma in ambienti esclusivamente allestiti per accogliere grandi e piccini. Per certi versi può essere assimilata alle cure termali. Come tutte le novità le stanze (o grotte) del sale devono ancora conquistare la grande popolarità, ma sono già apprezzate da chi le ha provate (e ci ritorna). Alcuni studi scientifici sono già stati prodotti, riguardanti in particolare i bambini affetti da ipertrofia adenoidea e/o tonsillare. http://www.giornaledipuglia.com/2012/02/la-clinica-del-sale-haloterapia-nuova.html Al di là delle esigenze probatorie del metodo scientifico, la storia ci racconta dell’uso curativo del salgemma già dai tempi di Ippocrate, padre della medicina moderna, nell’antica Grecia, o durante il  Medioevo, quando i monaci conducevano i malati di polmone nelle grotte saline per alleviare le loro sofferenze. Solo nel 1800 l’attenzione per l’haloterapia si è fatta scientifica con le ricerche del dottor Boczkowski sui minatori delle miniere saline dell’est europeo, praticamente indenni da patologie respiratorie. Oggi alcuni ambienti per haloterapia sono veri e propri “medical devices” cioè presidi medici  certificati e controllati con metodi sofisticati e sicuri. A cominciare dal fatto che in una grotta del sale certificata l’ambiente si mantiene sostanzialmente asettico, grazie all’azione disinfettante del salgemma. Più persone (generalmente piccoli gruppi) possono alloggiare in una stanza del sale senza complicazioni legate alla promiscuità, e così mamme e bimbi possono giocare insieme “alla spiaggia”, oppure guardare un cartone animato, leggere una favola, fare un disegno o le costruzioni, ascoltare la musica. Bello, no? E per i grandi i 30 minuti passati in una grotta sono un giusto tempo per il relax, da passare da soli o in compagnia. Ma che cosa fanno realmente le grotte per haloterapia? (si chiede la gente). Quali vantaggi potrebbe trarne mio figlio? (è la curiosità principale delle mamme).

Rispondo come medico e come pediatra: ho una discreta esperienza in questo campo, seguendo a tutt’oggi piccoli pazienti nel loro percorso di cura (nel quale è stato integrato anche l’haloterapia a supporto di interventi sia allopatici che omeopatici per il trattamento vuoi in acuto vuoi in prevenzione). Ecco i vantaggi realmente riscontrabili per i bambini:

  • fluidificazione dei catarri
  • apertura delle vie bronchiali
  • azione antinfiammatoria sulle mucose ORL e respiratorie
  • azione antiallergica (anche nel caso di eczemi della pelle)
  • depurazione e disintossicazione (dopo episodi infettivi o prolungati cicli farmacologici)
  • azione rilassante sul sonno

Il candidato ideale all’haloterapia? Nella mia esperienza  certamente il bambino che frequenta le comunità (famiglia numerosa, nido, scuola, palestre, piscine, ambienti sportivi, circoli ricreativi, ludoteche ecc…), che si ammala spesso soprattutto d’inverno, che presenta allergie stagionali, che ha passato lunghe convalescenze, che è stanco, agitato, inappetente e non regolato nei ritmi fisiologici. Sei curiosa mamma? Vuoi sapere se il tuo bambino può trarre vantaggio dall’haloterapia? Tu scrivimi e io ti rispondo in modo personalizzato. Sir Robert Baden Powell fondatore del movimento mondiale dello scoutismo dice “le difficoltà sono il sale della vita“. Finalmente pare proprio che abbiamo trovato il sale che le difficoltà le spazza via!

 

Ansia da cambio di stagione: come la curo?

Ansia: un disturbo frequente soprattutto al cambio di stagione quando dall’inverno transitiamo in primavera. Fisicamente ci si sente stanchi e svogliati, si dormirebbe volentieri di più e i ritmi fisiologici si scombinano. A livello psichico si è più fragili, emotivamente suscettibili, facili prede di paure aspecifiche e immotivate o addirittura di fobie. La mente è confusa, fa fatica a prendere decisioni e si è in balia degli eventi. In questo contesto manca il controllo razionale sugli avvenimenti emozionali, i sentimenti sono amplificati e spesso esasperati, perdiamo la lucidità e la chiarezza, cerchiamo di recuperare un ordine mentale rassicurante ma senza successo. Proiettati fuori dalla zona di confort ci sentiamo incerti e l’autostima ne risente.

Generalmente le cose si rimettono a posto in pochi giorni o in qualche settimana al massimo. Le perturbazioni fisiche mentali ed emotive del cambio di stagione sono legate alle variazioni ormonali fisiologiche. In particolare il cervello produce meno melatonina in rapporto ai cambiamenti ambientali della luce e della temperatura. L’adattamento che ne consegue coinvolge gli ormoni che promuovono l’attivismo, la veglia, l’accrescimento, la riproduzione. Si  registrano variazioni della serotonina, la molecola del buonumore come anche del cortisolo, l’ormone dello stress. Il testosterone aumenta facendoci assumere atteggiamenti sfidanti e aggressivi.gli ormoni sessuali facilitano le relazioni e la prolattina ci rende più empatici e più simpatici.

L’ansia che emerge al cambio di stagione è a volte spia di un disagio esistenziale misconosciuto, che coinvolge il piano fisico solo come conseguenza di uno stato emozionale in cui la persona versa da più tempo e di cui è spesso inconsapevole. L’acuizzarsi dei sintomi ansiosi in primavera spesso è il motivo per cui le persone si accorgono di qualcosa che non va e ricorrono finalmente al medico o allo psicologo. http://www.stateofmind.it/tag/ansia/

L’ansia si manifesta con varie sfumature. C’è l’ansia da prestazione, spesso associata alla paura di affrontare una determinata situazione come un esame o un incontro di lavoro. C’è l’ansia da inadeguatezza che scaturisce da un confronto relazionale con una o più persone, di cui ci importa avere il consenso. C’è l’ansia da controllo, quella che prende le persone abituate ad avere il dominio di qualsiasi situazione e che per qulche motivo credono di non tenere più la situazione in pugno. C’è anche l’ansia legata ai fatti traumatici e alle paure vissute che si ripresenta anche al solo ricordo oppure quando dobbiamo affrontare situazioni simili. C’è l’ansia legata alla depressione e l’ansia da scarso realismo, una sorta di fuga dalla realtà compensatoria. C’è l’ansia iperacuta che assume connotati nevrotici, l’ansia paralizzante che si manifesta come attacco di panico e l’ansia spossante che si si accompagna a debolezza.

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Al di là delle sue manifestazioni l’ansia ha sempre un significato e spesso cela un bisogno non solo inappagato ma anche non riconosciuto. In tutti i casi di ansia c’è un denominatore comune: affrontare un cambiamento, qualsiasi esso sia, fa emergere lo stato confusionale della persona ansiosa. Il cambiamento, cioè il passaggio da uno stato ben conosciuto anche se ritenuto negativo ad uno stato incognito anche se desiderato.  E’ l’ansia il peggior nemico quando si tratta di fare il primo passo per cambiare situazioni che non ci piacciono. in primavera come in  tutti i cambi stagionali l’adeguamento dell’organismo ai fattori ambientali mutanti impone una serie di sconvolgimento psico-neuro-endocrino-immunologici che possono esporci all’ansia da cambiamento.

Come ci curiamo? Le proposte sono tante . Io consiglio di partire da un livello emozionale con i fiori di Bach, eventualmente rinforzato da un rimedio omeopatico o omotossicologico.

Una ricetta omeopatica?

Fiori-di-Bach

Walnut, fiore per il cambiamento associato ad Agrimony nel caso dell’ansia da inadeguatezza o ad Impatiens nel caso di nervosismo agitazione e frettolosità nel caso di ansia da anticipazione. Se esistono altre manifestazioni come ad esempio attacchi di panico si può aggiungere Roch Rose, se invece vi sono anche paure aspecifiche  e tremori possiamo usare Aspen o Gelsemium omeopatico alla 30 CH. Un drenante epatico come Tarassaco e Carciofo fitoterapici aiuta il fegato impegnato in un superlavoro stagionale e attenua rabbia e rancore. Gli oligoelementi come Magnesio, Manganese e Zinco sono adatti sul piano biochimico. Infine si può ricorrere ad un trattamento di agopuntura per il riequilibrio energetico.

Tra le tecniche di rilassamento cito con piacere la meditazione la visualizzazione la respirazione e le dinamiche bioenergetiche come il Qi Gong  il Tai Chi lo yoga la bioginnastica il metodo Feldenkrais la musicoterapia.

Una citazione particolare voglio riservarla al metodo del coaching che rappresenta un’ eccezionale opportunità di diventare più consapevoli degli obiettivi che vogliamo realisticamente conseguire e di come poterli realizzare per migliorare cambiare o trasformare la nostra vita

Cambiamento: fai coaching in primavera!

Spesso propongo ai miei pazienti cure integrate e combinate del tutto personalizzate ottenendo da molti anni a questa parte ottimi risultati senza ricorrere, laddove possibile, a psicofarmaci. Consiglio a tutti di prendere in considerazione l’opportunità delle cure mediche biointegrate e di rivolgersi ad un esperto. Vi aspetto con un  proposta personalizzata nello studio Fisiomed a Imola dove troverete possibilità di integrazione terapuetica anche tra diverse discipline e specialità.